Ma se ghe penso..

Sono ormai 10 mesi che vivo in America e la mia avventura qui in Florida si concluderà il 24 gennaio, quindi fra circa 4 mesi e 10 giorni circa. Avrò tempo e modo di scrivere le sensazioni intense e meravigliose legate a questo programma Disney, sarà un piacere poter fare un resoconto di quello che è stato la vera realizzazione di un sogno nel cassetto, parlando dei luoghi visitati e delle persone incontrate, della difficoltà affrontate e di come sarà complicato lasciare questo magico luogo.

Dopo il mio final trip tornerò quindi in Italia, nella mia amata Genova. Genova è stata purtroppo colpita di recente da un’altra catastrofe: come tutti ben sanno, una parte del ponte Morandi è crollato il 14 agosto 2018, verso le 11 del mattino. Io ovviamente non c’ero ma è stato un ennesimo colpo al cuore, un altro e non necessario colpo al cuore di Genova e dei genovesi. Questo mi ha portato a pensare alla mia città sempre più spesso di prima, portando talvolta malinconia e nostalgia.

Ma come si fa a descrivere Genova a chi non è di Genova? Io posso scrivere quello io vedo quando chiudo gli occhi e penso alla mia città, dopo 10 mesi in cui non ci ho mai messo piede. Come diceva Cristiano de Andrè in “Notti di Genova”, Genova è una ragazza bruna, silenziosa e dagli occhi duri. Genova è il mare che abbraccia le montagne, è la brezza marina quando passeggi al porto o sul lungomare di Nervi, la gita in campagna o le camminate sui monti. Genova è via Venti, piazza de Ferrari, la cattedrale di San Lorenzo, il Carlo Felice, l’Expo e l’Acquario. Genova è quel groviglio di strade e di quartieri che vanno su e giù e che sono così strette da diventar matti.

Genova è il bar del tuo quartiere, dove trovi i vecchi genovesi che parlano in dialetto, con le vocali strette, che si bevono u vin giancu e leggono il Secolo, o dove chi è di fretta al mattino puccia la focaccia nel cappuccino. Genova è la cucina delle nonne e delle mamme che la domenica fanno il pesto fresco, con tanti pinoli e tanto aglio, con il basilico con le foglie piccoline, che sennò sa di menta, oppure un bel minestrone con tanta verdura e legumi, dove poi verranno cacciati dentro i bricchetti o gli scruccuzun. Genova è il profumo di polpettone di patate e fagiolini nel forno, le trofie, e trenette o i mandilli fatti in casa e la cima cucita a mano. Genova è un panificio da cui esce odore di focaccia calda, di focaccia con le cipolle o di farinata appena sfornata. Genova è il pesce fresco, lo spaghetto allo scoglio in un ristorante sul lungomare, le acciughe fritte, i gamberi di Santa Margherita e l’impepata di cozze fresche. Genova è la trippa al sugo con patate, fagioli e olive, Genova è la torta di riso, la torta pasqualina, i ravioli con la borragine, i pansoti al sugo di noci, il bianco di Portofino. Genova è l’orto dove crescono al sole pomodori, zucchine, fagiolini, basilico e rosmarino freschi.

Genova è il gelato di Gaggero, la giornata al mare a Quinto, il monumento di Quarto, la passeggiata in Corso Italia fino a Boccadasse. Genova è il ritrovo dalla fontana di De Ferrari, il caffè da Panarello, l’aperitivo con frisceau e panissa in piazza delle Erbe, le bruschette dei Treuggi, il post cena ai Luzzati o alla Lepre. Genova è il sushi con le amiche, la serata al Banano, è l’Asinello dietro piazza Matteotti, è la birra alla Scurreria, la cioccolata calda al Pisacane. Genova è via Garibaldi tutta addobbata a Natale, dove poi scendi per entrare nei vicoli passando in via della Maddalena. Genova è il centro storico più grande d’Europa, è via San Luca patrimonio dell’Unesco, è Sottoripa, è via del Campo, vico dell’Amor Perfetto, via Prè e via Canneto il Lungo (o il Curto). Genova è la Lanterna, che difendiamo a spada tratta quando qualcuno osa chiamarla “faro”. Genova è l’arco di piazza della Vittoria, è il prato con le Caravelle, l’Unieuro in piazza, è la Fiera Primavera nella bella stagione o i Baracconi in inverno. Genova è il parcheggio a Piccapietra quando non trovi posto neanche a morire, è l’assemblamento di motorini in piazza Dante, vicino alla casa di Colombo, dove tutti sono passati ma quasi nessuno è mai entrato.

Genova è Fabrizio de Andrè, a cui pensiamo quando si percorre una creuza de ma. Genova è il dialetto, un misto tra francese, portoghese e inglese, parlato dagli anziani e ripreso da poco anche dai giovani. Genova è il “belin” come intercalare, Genova siamo noi quando usiamo parole strane tipo “rumenta”, “poggiolo” o “palanche”. Genova è Govi, che fa ancora ridere tutti nonostante il tempo che passa. Genova è Luca e Paolo, con il loro Bin Laden in genovese, oppure i Broncoviz, da cui sono usciti Ugo Dighero e Maurizio Crozza.

Genova è il derby della Lanterna, Genoani e Sampdoriani, lo stadio di Marassi, il traffico e le strade chiuse quando c’è la partita, i cori e gli striscioni. Genova è il Biscione, che è tanto brutto per tutti ma la gente ci va ad abitare lo stesso. Genova è la stazione di Genova Brignole o quella di Genova piazza Principe, in cui si aspetta per ore il treno in ritardo. Genova è quella strada che passa dalle Cinque Terre quando arrivi dalla Toscana in treno, quando cominci a capire che sei quasi a casa. Genova è l’autostrada sempre incasinata, è l’uscita di Nervi che si spalanca sul mare. Genova è il pomeriggio passato alla Fiumara a fare un giro, quando non sai cosa fare ed entri a caso da Mediaworld, da Tiger o da Kiko.

Genova è la domenica d’autunno passata sotto la copertina di lana a guardare la televisione o la serata a casa di amici a guardare un film o giocare a qualche gioco di ruolo o da tavolo, oppure semplicemente per poter stare insieme. Genova è la mia famiglia, con le sue gioie e i suoi dolori, la mia casa, il mio quartiere, le mie abitudini, l’autobus che mi porta a casa e di cui mi lamentavo sempre. Genova sono i miei amici di sempre, quelli che mi mancano così tanto da togliere il fiato, così tanto che non lo credevo possibile. Genova sono loro, le persone che amo, a cui penso ora fino ad avere le lacrime agli occhi, Genova è la mia quotidianità e le mie abitudini con loro. Genova non sarebbe nulla senza i suoi genovesi, con quella faccia un pò così e quell’espressione un pò così, etichettati come tirchi e inospitali ma in realtà con un cuore grandissimo e e una reputazione che non si meritano, soprattutto quando devono darsi una mano a vicenda per rialzarsi.

Io ho sempre lasciato parti del mio cuore sparse per il mondo e un pezzetto rimarrà anche qui ad Orlando. Sono dell’opinione che casa non è un luogo ma una sensazione, creata dalle persone che ami. Ma sicuramente ricorderò sempre da dove vengo, quali sono le mie origini. Io sono nata e cresciuta a Genova e questo non lo scorderò mai. Genova è il mio vero e proprio punto di partenza e punto di ritorno, Genova sono io, Genova è amore, Genova è odio. A presto.

*Foto trovata su internet, se sapete il nome del fotografo, per favore fatemelo sapere nei commenti!*

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